Un ritorno carico di emozioni: Adorante e Castellammare, un amore senza confini! ❤️⚽ #JuventusStabia #Venezia
Novanta minuti di battaglia, un risultato a reti bianche e un cartellino rosso non sono bastati a spegnere l’emozione di un incontro atteso e desiderato. Il ritorno di Andrea Adorante al “Romeo Menti” da avversario, con la maglia del Venezia, non è stata una semplice partita, ma un vero e proprio atto d’amore tra un figlio e la sua gente. Una notte che, tra applausi scroscianti, cori dal passato e un saluto carico di gratitudine, ha dimostrato ancora una volta che certi legami nel calcio superano ogni barriera di tempo e maglia.
Sabato 30 agosto 2025, la sfida tra Juve Stabia e Venezia era cerchiata in rosso sul calendario di molti tifosi. L’attesa non era solo per il ritorno delle “Vespe” tra le mura amiche, ma per l’incrocio con il bomber che, solo pochi mesi prima, era l’idolo indiscusso della piazza. E Castellammare non ha dimenticato. L’ingresso in campo dell’attaccante del Venezia è stato salutato da un boato che ha rotto il silenzio della serata, un’accoglienza calorosa che ha scaldato il cuore di Adorante e reso chiaro che la sua storia d’amore con questa città era tutt’altro che finita.
Sul rettangolo verde, però, la favola ha lasciato spazio a una partita tesa e complessa. La manovra del Venezia ha subito un colpo durissimo con l’espulsione di Yeboah, costringendo gli ospiti a giocare in inferiorità numerica per gran parte del match. Per Adorante, la gara si è trasformata in un sacrificio solitario. Isolato, ha lottato con generosità contro la solida e ben organizzata difesa delle “Vespe”, correndo a vuoto e cercando spazi che non si sono mai aperti. La sua partita è durata poco più di un’ora, prima di essere sostituito al 61′.
Ma è stato in quel momento che il campo ha smesso di essere il centro della scena. Mentre si dirigeva verso la panchina, l’intero stadio “Romeo Menti” si è alzato in piedi per tributargli una scrosciante e sentita standing ovation. Un applauso che ha cancellato la fatica e la frustrazione per una prestazione difficile, trasformando la sua uscita dal campo in uno dei momenti più toccanti della serata.
Il vero spettacolo, tuttavia, doveva ancora arrivare a fine partita. Come spinto da una forza invisibile, Adorante si è diretto verso la Curva Sud, il cuore pulsante del tifo stabiese. Non è stato un semplice cenno di saluto, ma un pellegrinaggio laico. L’attaccante ha percorso il tratto di campo sotto gli spalti, con lo sguardo fisso verso i suoi ex tifosi. E loro, in cambio, hanno risposto con il coro che lo aveva consacrato: “Ho visto Adorante!” Un tributo spontaneo, un boato che ha fatto tremare ancora una volta il “Menti”, a testimonianza di un affetto mai sopito.
L’emozione ha preso il sopravvento. Con un gesto che ha catturato il cuore di tutti i presenti, Andrea Adorante si è avvicinato ai cancelli che dividono il campo dagli spalti. Aggrappandosi con le mani, si è sporto verso quella gente che tanto lo aveva amato, alzando le braccia in un sorriso carico di gratitudine per restituire tutto l’affetto ricevuto. Un’immagine potente, simbolica, che ha sigillato per sempre il suo legame indissolubile con la città di Castellammare.
Quel giro di campo, l’abbraccio con compagni e avversari, e quel gesto finale hanno reso la notte indimenticabile. Adorante, pur non avendo segnato, ha vinto la sua partita più importante. Ha dimostrato di essere un uomo capace di riconoscenza, che non dimentica il suo passato. E la sua gente ha confermato di saper apprezzare non solo il talento, ma anche e soprattutto il cuore. Una notte che è andata oltre il calcio, a dimostrazione di come lo sport, vissuto con passione e rispetto, possa regalare emozioni uniche e irripetibili.