Juve Stabia, incredibile rimonta al Castellani: da una situazione critica a una vittoria che riaccende l’entusiasmo dei tifosi.

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Thriller calcistico al Castellani: la Juve Stabia risorge come una Fenice! #JuveStabia #Calcio #Vittoria

C’è un prima e un dopo. C’è una partita che sembrava scritta dal destino più crudele e un’altra, nata nell’intervallo, che ha riscritto la storia. Al “Castellani” va in scena un thriller calcistico vietato ai deboli di cuore, un classico caso di “Dr. Jekyll e Mr. Hyde” in salsa gialloblù. Quello che per 45 minuti è sembrato l’inizio di un tracollo, si è trasformato in una delle pagine più belle del campionato delle Vespe. La Juve Stabia vince, convince e, soprattutto, dimostra di avere un’anima indistruttibile.

L’incubo iniziale: difesa in tilt e poche idee

L’avvio è uno shock anafilattico. La Juve Stabia appare timorosa, contratta, quasi sopraffatta dall’aggressività dei toscani. La difesa balla pericolosamente e l’immagine della sofferenza è Kassama, costretto a “ballare” contro la sua volontà di fronte alle ondate avversarie, tanto da costringere la panchina a riflettere su cambi immediati.

A centrocampo la luce non si accende: Zeroli appare fuori giri, incapace di dettare i tempi, e l’Empoli prende il dominio territoriale. Davanti Burnete lotta come un leone in gabbia, ma non graffia, mentre l’urlo di gioia di Gabrielloni viene strozzato in gola da una decisione arbitrale che annulla il gol. Sembra la classica “serata no”, il preludio a una disfatta, con le scorie della gara contro il Padova che sembrano pesare come piombo sulle gambe dei ragazzi di Ignazio Abate.

La scossa di Abate: inizia lo show

Ma è negli spogliatoi che accade l’imponderabile. Mister Abate non ci sta, ribalta la squadra come un calzino e l’effetto è sismico. Le sostituzioni non sono semplici aggiustamenti, sono una dichiarazione d’intenti.

L’ingresso di Leone cambia letteralmente la fisica della partita. Il pallone smette di scottare e inizia a cantare. Non è più una gara di sofferenza, ma diventa un festival di emozioni a tinte gialloblù. La scintilla che appicca l’incendio porta la firma di Cacciamani: l’esterno aziona il GPS e si lancia in una progressione sulla fascia degna del miglior David Neres, seminando il panico e servendo un assist al bacio. A raccoglierlo c’è proprio lui, il neo-entrato Leone, che gonfia la rete per il momentaneo pareggio e suona la carica.

Carissoni “Man of the Match”: salva, segna e chiude la porta

Mentre l’attacco riprende a pungere, la retroguardia cambia volto. La solidità di Giorgini e l’eleganza del subentrato Dalle Mura alzano un muro invalicabile. Ma la copertina di questa serata folle spetta di diritto a Lorenzo Carissoni.

Il terzino gioca una partita monumentale su entrambi i lati del campo. Dopo aver tenuto a galla i suoi con un salvataggio miracoloso nel primo tempo, decide di vestire i panni del bomber. È ancora il piede educato di Leone ad aprire il compasso: il lancio è un invito a nozze che Carissoni non perdona, siglando il gol del sorpasso che fa esplodere il settore ospiti. Non contento, nel finale incandescente, Carissoni si supera ancora, salvando il risultato in extremis e blindando tre punti che pesano come macigni.

Padova è dimenticata: le Vespe non muoiono mai

Al triplice fischio è festa grande. La Juve Stabia torna da Empoli con una vittoria nata dal coraggio di cambiare in corsa e dalla qualità dei singoli, capaci di unire bellezza e sostanza. Se il primo tempo è stato un monito severo, la ripresa è una vera e propria dichiarazione di guerra al campionato. La brutta parentesi (2 punti persi) con il Padova è ufficialmente archiviata: queste Vespe hanno dimostrato che, anche quando sembrano alle corde, non muoiono mai.