Juve Stabia batte Modena: successo che profuma di salvezza, ricordando la doppietta di Candellone

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Emozioni e adrenalina a Castellammare: le Vespe pronte a ripetere la leggenda! 🐝⚽️ #JuveStabia #Candellone #CalcioPassione

Il calcio è fatto di istantanee destinate a rimanere impresse per sempre nella memoria collettiva di una città. Per Castellammare di Stabia, l’immagine del 15 marzo dello scorso anno è diventata un’icona assoluta. In quel pomeriggio intriso di sole e passione al “Romeo Menti”, la Juve Stabia non si limitò a battere il Modena: le Vespe si presero di prepotenza il diritto di restare tra i grandi, conquistando una salvezza che aveva tutto il sapore della leggenda.

L’Uragano Candellone

Se quella partita fu un capolavoro, il suo artista indiscusso fu Leonardo Candellone. L’attaccante visse un pomeriggio in vero e proprio stato di grazia, caricandosi letteralmente il peso dell’intera squadra sulle spalle. Ogni pallone toccato dal bomber sembrava incendiarsi. La sua prestazione fu un mix letale di ferocia agonistica e classe pura, culminata in giocate devastanti che mandarono ripetutamente al tappeto la difesa dei canarini. Fu lui il grimaldello perfetto che scardinò il match, regalando al caldissimo pubblico stabiese una certezza inebriante: quel giorno, sul prato del “Menti”, non ci sarebbe stata storia per nessuno.

Lacrime, Orgoglio e la Corsa del Presidente

Ma il vero spettacolo sportivo e umano iniziò al triplice fischio dell’arbitro. Mentre le tribune esplodevano in un boato liberatorio, la tensione accumulata in mesi di battaglie lasciò il posto a scene di euforia pura. Tutti ricordano le lacrime del condottiero Mister Guido Pagliuca, l’uomo che aveva plasmato quel gruppo col ferro e col fuoco, si lasciò andare a un’esultanza densa di commozione. Nei suoi occhi c’era la consapevolezza di aver portato a termine la missione più difficile, ma anche la scintilla di chi capiva che a Castellammare si poteva ricominciare a sognare in grande. Lo scatto di Langella è l’immagine che più di tutte restò scolpita nella pietra, ma fu però la corsa del Presidente. Il patron gialloblù, in preda a una gioia incontenibile, scese sul terreno di gioco e attraversò il campo in uno sprint verso i suoi ragazzi e la curva in festa. In quella corsa c’era racchiuso tutto l’universo Juve Stabia: la fatica di una stagione logorante, l’orgoglio di una società solida e l’amore incondizionato di un uomo per i propri colori.

Da Pagliuca ad Abate: la Storia si Ripete?

Con quella vittoria memorabile, le Vespe misero in ghiaccio la categoria, gettando le basi per quel sogno che, seppur spezzato nel pomeriggio di Cremona, ha ridato linfa e ambizione a tutta la piazza campana. Oggi, il copione si ripresenta e i fari del “Menti” sono di nuovo puntati sul Modena. Sulla panchina siede ora Ignazio Abate, chiamato a raccogliere un’eredità pesante ma stimolante. Il popolo gialloblù se lo chiede: chissà se anche il nuovo tecnico, al fischio finale, imiterà il suo predecessore, chiudendo in maniera decisa il discorso salvezza con largo anticipo e riaccendendo, ancora una volta, la magia di Castellammare.