Il debutto di Boer: un esordio amaro ma con spalle larghe! #JuveStabia #SerieB #Calcio
Il calcio, si sa, non segue quasi mai i copioni che scriviamo nella nostra testa. Se Pietro Boer avesse potuto immaginare il suo esordio con la maglia della Juve Stabia, probabilmente avrebbe sognato un “Menti” ribollente d’entusiasmo per una vittoria, magari blindata da un suo intervento prodigioso sotto la Curva Sud. La realtà, invece, ha presentato un conto diverso: un 1-2 contro il Modena che lascia il sapore amaro di un’occasione persa tra le mura amiche.
Tuttavia, fermarsi al tabellino sarebbe un esercizio superficiale. Perché se è vero che il debutto del portiere ex Roma non è stato “da primo della classe” nel punteggio, lo è stato sicuramente per la maturità messa in campo.
Un battesimo di fuoco senza colpe
Esordire in un campionato complicato come la Serie B, davanti a una piazza esigente e passionale come quella di Castellammare, non è un compito per cuori deboli. Boer si è presentato con la calma di chi ha respirato l’aria di Trigoria e della prima squadra giallorossa, mostrando una sicurezza che stride con la sua carta d’identità.
I due gol incassati dal Modena non portano la sua firma. Sono stati piuttosto il frutto di dinamiche collettive e di episodi che hanno premiato il cinismo degli emiliani. Anzi, chi era presente allo stadio ha potuto apprezzare la sua compostezza nelle uscite grazie a scelte mai fuori tempo; una comunicazione costante con il reparto arretrato e un atteggiamento sempre attento e propositivo, anche quando il vento della gara ha iniziato a soffiare contro le Vespe.
La stoffa del Numero Uno
Masticare amaro fa parte del processo di crescita. Raccogliere per due volte il pallone in fondo al sacco al proprio debutto è una ferita che brucia, ma è proprio in queste pieghe del destino che si misura la tempra di un portiere. Il ruolo dell’estremo difensore è, per definizione, solitario: Boer ha dimostrato di avere le spalle larghe, metabolizzando lo svantaggio senza lasciarsi trascinare dal nervosismo.
La sua prestazione dice chiaramente che la Juve Stabia ha tra le mani un asset prezioso. Il calcio è crudele perché non premia la prestazione individuale se la squadra non muove la classifica, ma per Boer questo esordio rappresenta il “giuramento” ufficiale con il calcio dei grandi.
Guardare avanti: il futuro è nelle sue mani
La sconfitta con il Modena verrà archiviata, ma l’impressione lasciata da Pietro Boer resta. Il ragazzo arrivato dalla Capitale ha capito subito cosa significa difendere i pali della Juve Stabia: sudore, pressione e l’obbligo di rialzarsi subito.
Il cammino è lungo, ma se il buongiorno si vede dal coraggio mostrato in una serata storta, Castellammare può dormire sonni tranquilli. Il risultato di domenica è un graffio che non lascia cicatrici, ma solo la consapevolezza di aver trovato un portiere pronto a lottare su ogni pallone ed essere un valido compagno di reparto di Confente.
