Juve Stabia ricorda Roberto Fiore: nove anni dall’addio del Presidente che ha segnato la storia del club.

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Derby dell’Avellino: La Juve Stabia tra ricordi e nuove speranze! ⚽️ #JuveStabia #Avellino #CalcioItaliano

La Juve Stabia si appresta a varcare i cancelli del “Partenio-Lombardi” in un clima che definire complicato sarebbe un eufemismo. Le Vespe arrivano al derby contro l’Avellino con una rosa decisamente “incerottata”, falcidiata da assenze che costringeranno mister Ignazio Abate a fare di necessità virtù. Dall’altra parte, troveranno una compagine irpina affamata, decisa a risalire la china dopo un avvio di campionato ben lontano dalle aspettative della vigilia.

Tuttavia, il calcio non è fatto solo di schemi e infermerie. Oggi, per Castellammare, è soprattutto il giorno del ricordo di una persona che ha cambiato per sempre il modo di fare calcio a Castellammare di Stabia.

Nove anni senza Roberto Fiore: Il Presidente del “Sogno Accarezzato”

Sono passati nove anni da quando ci lasciava Roberto Fiore, un uomo che ha segnato profondamente la storia recente della Juve Stabia. Patron carismatico, con un prestigioso passato anche alla guida del Napoli, Fiore è stato colui che ha saputo riaccendere l’entusiasmo in una piazza ambiziosa e desiderosa di respirare il grande calcio.

Il suo legame con la città è stato intenso, quasi viscerale, ma segnato da un destino beffardo che gli ha impedito di coronare il grande sogno: la Serie B. Restano impresse nella memoria collettiva le due finali perse: quella di Napoli contro la Salernitana e quella, dolorosissima, proprio ad Avellino ma contro il Savoia.

Quella maledetta finale irpina e il declino

Proprio al “Partenio”, teatro della sfida di domani sera, si consumò uno dei capitoli più amari della gestione Fiore. Quella finale contro gli “Oplontini” di Torre Annunziata non fu solo una sconfitta sportiva, ma l’inizio della fine di un amore. Una parte della tifoseria non perdonò quell’insuccesso, e l’anno successivo le cose precipitarono ulteriormente con la retrocessione in Serie C2.

L’ultimo capitolo dell’era Fiore fu malinconico: una Juve Stabia anonima, specchio di un campionato vissuto nel disinteresse generale. Ma a distanza di anni, il giudizio storico si è fatto più dolce e riconoscente.

A Roberto Fiore resta il merito di aver portato carisma e grandi campionati a Castellammare. Avrebbe meritato di raccogliere quella gioia della promozione in B che, anni dopo, è toccata a Franco Manniello e Andrea Langella.

La sfida di Abate: Scrivere una nuova pagina

Oggi la storia torna sul luogo del delitto, ma con interpreti diversi. Se per Fiore il “Partenio” rappresentò il tramonto di un sogno, per la Juve Stabia di Ignazio Abate può diventare il trampolino di lancio per una nuova, entusiasmante avventura.

Nonostante l’emergenza e le difficoltà oggettive, le Vespe sono chiamate a una prova di carattere. Vincere in Irpinia significherebbe non solo muovere la classifica, ma anche esorcizzare vecchi fantasmi e onorare la memoria di un Presidente che, nel bene e nel male, ha amato follemente questi colori.