Pareggio noioso nel derby: dei gialloblù chi si salva e chi affonda? #AvellinoJuveStabia #Calcio #Derby
Al termine del derby tra l’Avellino e la Juve Stabia, che si è chiuso con un misero pareggio a reti inviolate, analizziamo le performance dei gialloblù scesi in campo.
BOER 6: La seconda partita da titolare, e si fa trovare pronto sulle poche occasioni degli avversari. In verità, un po’ timido sulle traiettorie alte, ma non è colpa sua se i compagni non brillano.
DALLE MURA 6,5: Spostato a sinistra, si fa trovare pronto e gioca in modo semplice. Dalle sue parti, passare è come cercare di attraversare un campo minato.
GIORGINI 6,5: Ritorna al centro e dirige la difesa come un direttore d’orchestra. Quando la squadra costruisce dal basso, è apprezzato, ma si sa, anche i migliori possono avere le loro fasi di stanca.
DIAKITÉ 6,5: Alla sua prima partita da titolare. Insigne e Biasci lo fanno sudare, tant’è che l’allenatore avversario finisce per sostituirli. Mica male per un debuttante.
CARISSONI 6: Partita senza infamia né lode. Costretto a contenere gli esterni avversari, di lui si vede poco in attacco. È poi emerso che ha problemi a un ginocchio, quindi chi può biasimarlo?
Dall’83’ PIEROBON 6: Entra e nei pochi minuti fa capire quanto sia utile. Non abbastanza per ribaltare le sorti, ma a volte serve solo un volto nuovo.
CORREIA 7: Non al top fisicamente, ma fa il suo dovere correndo a pieni polmoni. Per fermarlo ci vuole più di un Lupo, e forse il pacchetto di sigarette.
CACCIAMANI 7: Ritorna ai suoi standard normali, con corse all’indietro e in attacco viene raddoppiato e triplicato. La sua presenza fa la differenza, anche se il suo lavoro duro passa inosservato.
LEONE 6: Gli allenatori avversari lo marcano a uomo, ma lui tiene botta. È fondamentale per gestire i tempi del gioco e fornire filtro alla difesa. Non può rischiare di farsi prendere dal panico, eh.
MOSTI 6: Sempre più anima della squadra, la sua personalità porta dinamismo e fluidità, anche quando il resto della squadra sembra bloccato.
BURNETE 6,5: Sta guadagnando continuità, maltrattato dai difensori avversari però continua a lottare. Manca il guizzo finale, ma la buona volontà è evidente.
GABRIELLONI 5,5: Parte e subito si becca un colpo duro. Sembra condizionato e si rende poco pericoloso. La sua prestazione è scivolata via senza lasciare traccia.
Dal 74’ OKORO 5,5: Il suo contributo è quasi nullo. È come un fantasma in campo: le sue apparizioni non sono nemmeno degne di nota.
ABATE 6: Prova il 3-5-2 che poi diventa un 3-5-1-1, chiedendo compattezza alla squadra. Certo, l’obiettivo di migliorare la fase difensiva ha il suo prezzo, ovvero un attacco che fatica a decollare. Le assenze non possono diventare un alibi, ma non ha nemmeno convinto con i cambi. Il bel gioco è un sogno, ma ora è tempo di pensare alla Sampdoria. La vittoria deve diventare una certezza per chiudere la pratica della permanenza in cadetteria.
