“Zig Zag” Peluso: Tra ricordi e rimpianti, il peso della maglia gialloblù! #JuveStabia #FootballMemories
Maurizio Peluso, soprannominato affettuosamente “Zig Zag” dai tifosi stabiesi, è tornato a raccontare i tre anni intensi trascorsi a Castellammare di Stabia, un periodo definito da lui come uno dei più importanti della sua carriera calcistica e umana.
Tre anni tra gioie e dolori
Peluso ha vissuto tutte le sfaccettature della realtà stabiese:
- La salvezza nei play-out: un traguardo raggiunto in un momento societario difficilissimo, senza una proprietà definita.
- La retrocessione: un episodio inaspettato che ha causato un “dolore grande” a lui e alla città.
- La rinascita: la stagione della promozione in C1 sotto la guida di Massimo Rastelli, un’annata definita “travolgente”, in cui il gruppo è riuscito a riconquistare l’affetto della piazza.
L’ex attaccante ha sottolineato come indossare la maglia gialloblù comporti grandi responsabilità, rivelando che Castellammare gli ha permesso di crescere prima di tutto come uomo.
Il “mago” dei gol impossibili
Durante l’intervista, non sono mancati i ricordi dei suoi gol più iconici, spesso realizzati con prodezze balistiche da lunga distanza:
- Il gol contro il Cassino: un tiro di rara bellezza all’incrocio dei pali.
- La rete contro il Pescara: segnata di spalle alla porta, senza nemmeno guardarla.
- Le prodezze contro Arezzo e Monopoli: gesti tecnici esaltati dai tifosi e dallo stesso Peluso.
A 40 anni, Peluso continua a giocare (ora nel doppio ruolo di calciatore-allenatore in Toscana) e ha recentemente messo a segno un gol da metà campo, vantando anche un record: un’espulsione dopo soli 4 secondi di gioco, sanzionata severamente dall’arbitro.
Un consiglio alla piazza e i rimpianti della carriera
Analizzando il momento attuale della Juve Stabia, Peluso ha espresso grande fiducia nel lavoro della società e nel mister Abate, affermando che la Serie B è il campionato perfetto per la città.
Davanti al recente rallentamento della squadra, ha lanciato un messaggio accorato ai tifosi: “Dovete stare vicini alla squadra. Un giocatore, quando sente la fiducia e l’ambiente positivo, riesce sempre a tirarsi fuori dai problemi”.
Infine, Peluso ha ammesso con grande onestà intellettuale che il suo più grande errore è stato lasciare la Juve Stabia dopo tre anni, nonostante una proposta di rinnovo, preferendo andare via “da vincitore”, ma privandosi di un legame che ancora oggi definisce “immenso”.
Un viaggio tra successi e rimpianti che mai potrà scordare.
