Juve Stabia – Spezia, Abate: “In campo con determinazione per onorare i 119 anni, non guardiamo la classifica”

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La Juve Stabia è pronta a lanciare il guanto di sfida allo Spezia! 119 anni di storia da onorare! #JuveStabia #SerieB #ForzaVespe

Alla vigilia dell’importante e delicata sfida contro lo Spezia, mister Ignazio Abate traccia la rotta per la sua Juve Stabia. Tra la spinta emotiva per il 119° anniversario del club, la necessità di sopperire alle assenze e la voglia di ritrovare i tre punti, il tecnico delle Vespe ha delineato un quadro chiaro, fatto di umiltà, compattezza e una feroce determinazione, elogiando a più riprese lo spirito di sacrificio dei suoi ragazzi.

L’onda lunga di Palermo: tra qualità e orgoglio

Il pareggio ottenuto al Barbera contro il Palermo ha lasciato scorie positive nell’ambiente gialloblù. Abate riparte proprio da quella prestazione, sottolineando come la squadra abbia saputo mostrare diverse facce nella stessa gara, unendo la tecnica alla capacità di resistere nei momenti più complessi. Il mister ha rimarcato l’importanza di finire questo ciclo di partite in modo positivo, per evitare di vivere le prossime due settimane di sosta “con il mal di pancia.”

“Arriviamo da una buonissima prestazione, un pareggio molto importante per noi per il momento, per la classifica. È ottenuto con una prestazione di qualità per lunghi tratti della gara e di sofferenza per alcuni tratti, dove in quel momento di sofferenza è venuto fuori il gruppo che ha saputo soffrire. Ha fatto una partita di organizzazione, di orgoglio, di qualità, di compattezza.”

La tenuta difensiva è uno degli aspetti che più inorgoglisce il tecnico, evidenziando una maturità acquisita che permette alla squadra di non disunirsi nemmeno sotto pressione. Abate ha lodato la capacità dei suoi di difendere bene sulle palle laterali contro avversari temibili e di mantenere la lucidità quando il pallino del gioco è in mano altrui, definendolo uno “step di maturità” fondamentale.

La trappola della classifica e il rispetto per lo Spezia

Con 42 punti in cascina e un traguardo salvezza ormai a portata di mano, il rischio di cali di tensione è dietro l’angolo. Abate, però, spegne sul nascere ogni calcolo matematico, imponendo un diktat assoluto all’interno dello spogliatoio. Il focus deve restare esclusivamente sulla prestazione, considerata l’unica vera via per arrivare al risultato in un campionato insidioso dove le gerarchie possono saltare in qualsiasi momento.

“Non ci penso, come ho detto ai ragazzi è vietato guardare la classifica in questo momento qui, noi dobbiamo pensare una partita alla volta cercando di andare alla ricerca della prestazione perché sono sempre più convinto che poi il risultato sia una conseguenza.”

Di fronte ci sarà lo Spezia guidato dall’esperto Roberto Donadoni. Abate rifiuta categoricamente l’idea che l’avversario possa essere sottovalutato a causa del suo momento non semplice. Al contrario, chiede ai suoi giocatori di alzare il livello dell’attenzione, consapevole dei valori tecnici della rosa ligure. Per vincere, servirà una spinta emotiva superiore, quella stessa anima che si è vista nell’emblematico recupero difensivo di Mosti al novantesimo contro il Palermo.

“Non esiste in questo campionato sottovalutare gli avversari. Dentro domani ci vuole quel veleno, quel pizzico di consapevolezza, di voglia di andare al di là di tutto per ottenere il risultato. Ci vuole quell’aspetto emotivo nel voler vincere la partita più degli avversari.”

Il regalo per i 119 anni di storia

La gara assume un contorno ancora più speciale cadendo a ridosso dei festeggiamenti per i 119 anni di storia della Juve Stabia. Un traguardo che la squadra vuole onorare sul campo, trasformando la pressione in un privilegio. Abate sente l’importanza del momento e spera di confezionare il regalo perfetto per la piazza, pur ribadendo la necessità di gestire bene le energie fisiche e mentali alla terza partita in una sola settimana.

“Siamo consapevoli dell’importanza della partita, del momento per i 119 anni di storia di questa società e vogliamo regalare una gioia ai tifosi, ma dobbiamo fare attenzione perché incontriamo una squadra molto forte. Dobbiamo tenere le antenne dritte.”

Il gruppo, il mercato e la consacrazione di Mosti

Nonostante le assenze pesanti – come la squalifica di Giorgini, bilanciata dal rientro di Gabrielloni – il tecnico si fida ciecamente di chi scenderà in campo. Ha elogiato apertamente i nuovi innesti di gennaio, da Ricciardi, che “ha cambiato marcia dal punto di vista mentale,” a Torrasi, sottolineando come l’integrazione richieda tempo ma stia finalmente dando i suoi frutti. C’è spazio anche per celebrare il rientro di Pierobon e la speranza di recuperare presto pedine fondamentali come Zeroli, Maistro, Candellone, e Varnier.

Ma una menzione d’onore spetta a Nicola Mosti. La sua stagione è lo specchio del lavoro di Abate: dedizione, duttilità tattica e un rendimento offensivo sorprendente. Il tecnico ha rifiutato i meriti esclusivi di questa crescita, attribuendoli alla consapevolezza del ragazzo e al rapporto di lealtà instaurato nello spogliatoio.

“È un ragazzo che si è messo a disposizione della squadra senza alibi, senza niente e vuole raggiungere l’obiettivo a tutti i costi. Quindi il merito è solo ed esclusivamente suo. Credo che stia facendo la stagione di assoluto livello perché fare sei gol da mezza ala sono numeri da calciatore vero.”

Per Abate, giocatori come Mosti, Leone, Bellich, Pierobon e Candellone rappresentano la spina dorsale della squadra, elementi capaci di essere “contagiosi” nello spirito e determinanti per alzare il livello di tutti i compagni. Con questo atteggiamento e questa compattezza, la Juve Stabia si prepara ad affrontare lo Spezia, puntando a chiudere il cerchio prima della sosta con una prestazione all’altezza della sua storia.