Juve Stabia-Spezia, rivivi il 2-1 del 2013 che garantì la salvezza in Serie B.

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#StoriaInCampo: Il 13 aprile 2013 è la data che ogni tifoso della Juve Stabia porta nel cuore! Un pomeriggio che ha riscritto la storia e ha fatto tremare il “Menti” di gioia! ⚽️📅 #ForzaVespe

Ci sono pomeriggi in cui l’aria profuma di storia e di traguardi raggiunti. Il 13 aprile 2013 è una di quelle date cerchiate in rosso nel calendario dei ricordi dei tifosi stabiesi. In un “Romeo Menti” gremito e baciato dal sole primaverile, la Juve Stabia guidata da Piero Braglia scrisse una delle pagine più intense della sua avventura in Serie B, superando lo Spezia e scacciando definitivamente ogni fantasma legato alla zona retrocessione.

Fu un sabato indimenticabile, un “amarcord” dal sapore dolcissimo per un gruppo che non aveva alcuna intenzione di smettere di stupire.

Un Uno-Due da Knockout

L’avvio delle Vespe fu, senza mezzi termini, travolgente: un vero e proprio blitz tattico e agonistico che tramortì la formazione ligure prima ancora che potesse prendere le misure del campo.

  • 2′ – Il Vantaggio: Pronti, via, e i padroni di casa mettono subito la freccia. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Antonio Zito, trova la sfortunata ma decisiva deviazione di Romagnoli che provava ad anticipare Michele Murolo. La palla si insacca, beffando l’incolpevole portiere ospite. Il “Menti” esplode nel primo, assordante boato di gioia.

  • 12′ – Il Raddoppio: Non passano nemmeno dieci minuti che lo stadio trema di nuovo. Un’azione corale, una splendida combinazione palla a terra con Caserta, libera al tiro Antonio Zito. Il suo sinistro è una sentenza: preciso, potente, implacabile. È il 2-0 del primo tempo che restò tale fino al ritorno delle due squadre negli spogliatoi, regalando a Castellammare l’illusione di un pomeriggio in discesa.

La Reazione Ligure e il Muro di Braglia

Nella ripresa, lo Spezia scende in campo con un piglio diverso. L’allenatore bianconero prova a scuotere i suoi dalla panchina, gettando nella mischia il talento di Davide Di Gennaro per iniettare imprevedibilità nel reparto offensivo.

La mossa sembra dare i suoi frutti: al 57′, un attimo di fisiologica indecisione della retroguardia stabiese permette a Stefano Okaka di trovare la zampata vincente, accorciando le distanze e riaprendo virtualmente i giochi.

È qui, nel momento di maggiore pressione, che emerge il vero carattere della Juve Stabia:

  • La leadership in campo: Guidata a centrocampo dalla sapienza tattica e dal carisma inesauribile di Fabio Caserta, vero leader e faro della squadra, la squadra serra le fila.

  • La grinta in panchina: La retroguardia alza un muro insormontabile, respingendo ogni assalto spezzino, mentre Piero Braglia dalla linea laterale si sbraccia, catechizza i suoi e orchestra le coperture con la sua proverbiale intensità.

Il Boato Liberatorio

Il triplice fischio del direttore di gara non è solo la fine di una partita, ma una vera e propria liberazione. L’ovazione che scende dagli spalti del “Menti” è il meritato tributo a un gruppo di ragazzi che ha lottato con i denti per tutta la stagione.

Quella vittoria sancì, di fatto, la salvezza virtuale della Juve Stabia nel campionato cadetto. Il 13 aprile 2013 rimarrà per sempre scolpito nella memoria della Castellammare sportiva come il giorno in cui le Vespe misero in cassaforte la Serie B, regalando a un’intera città una giornata di festa, orgoglio e appartenenza.