La Juve Stabia naviga tra infortuni e resilienza: il coraggio di Ignazio Abate e la speranza di un futuro migliore! ⚽💪 #JuveStabia #SerieB #Calcio #ForzaRagazzi
Non abbiamo la sfera di cristallo per sapere come si concluderà questa annata per la Juve Stabia. Ma una certezza, solida e inattaccabile, già c’è: “Ignazio Abate è riuscito a guidare la nave nel porto sicuro”. Tutto ciò che arriverà nel prossimo futuro sarà il classico, e graditissimo, “grasso che cola”. In sintesi, comunque vadano le cose da qui al termine della stagione, il giudizio sul lavoro fatto non potrà che essere ampiamente positivo.
Eppure, in questo quadro che merita applausi, esiste un dato di fatto innegabile che rappresenta a tutti gli effetti il “fattore nero” di questa stagione: l’emergenza infortuni.
Non sappiamo a chi o su cosa puntare l’indice, e sarebbe intellettualmente disonesto attribuire tutto, costantemente, alla cattiva sorte. Quando i numeri assumono certe proporzioni, è evidente che qualcosa non funzioni come dovrebbe in questo specifico ambito. Il bollettino medico stagionale assomiglia a un elenco di caduti in battaglia: si è partiti questa estate con Battistella, per poi passare via via alle defezioni di Candellone, Confente, Gabrielloni, Zeroli, Bellich e Maistro. Fino ad arrivare a Pierobon: il centrocampista, eroe della sfida contro lo Spezia, ha fatto appena in tempo a esaltare la piazza prima di ritornare, inesorabilmente, nella casella degli indisponibili.
Certo, si dirà che l’infortunio fa parte del gioco del calcio. Lo dimostrano anche i recenti stop di Correia o Burnete. Ma qui non stiamo parlando della normale fisiologia di una stagione sportiva; stiamo parlando di infortuni decisamente seri, di quelli che ti costringono a saltare diverse partite e che hanno un peso specifico drammatico nell’economia e nelle rotazioni di un intero campionato.
Viene quasi da sorridere – a denti stretti – se si fa un parallelo con il recente passato. Lo scorso anno, sotto la guida di Guido Pagliuca, avevamo spesso evidenziato il problema dei tanti arbitraggi non proprio felici (e quel pomeriggio di Pisa resta ancora oggi un qualcosa di difficilissimo da commentare). In questo campionato, invece, il vento sembra cambiato: dai fischi dei direttori di gara alle revisioni al VAR abbiamo decisamente cambiato argomento. Il problema esterno è sparito, per lasciare spazio a un problema interno altrettanto spiacevole.
Campionato che fai, problema che trovi. Se le decisioni arbitrali erano la spina nel fianco di Pagliuca, l’infermeria piena è il macigno sulle spalle di Ignazio Abate.
Tuttavia, se ci fermiamo un attimo a riflettere a mente fredda, da questa analisi emerge la vera, grande forza di questo gruppo. Nonostante fattori così negativi e invalidanti, “la Juve Stabia è riuscita sempre, costantemente, a buttare il cuore oltre l’ostacolo”. C’è una resilienza in questo spogliatoio che va oltre le tattiche e le cartelle cliniche. E finché questa squadra saprà preservare questa fame, quest’anima e questo cuore, nessuna vetta spaventerà mai lo scalatore colorato di giallo e blu.
