Il calcio di provincia non è solo un gioco, ma un diritto di tutti! #JuveStabia #DonneInGioco #Castellammare
In un momento storico così delicato per le sorti calcistiche della nostra città, nasce un coro spontaneo e appassionato: “La voce delle Donne di Stabia”. Perché il calcio, il senso di appartenenza e l’amore per i colori gialloblù non sono una prerogativa esclusivamente maschile. Anche le donne stabiesi sentono l’urgenza di esprimersi, di far sentire il proprio supporto e, al contempo, la propria rabbia per una situazione che ferisce l’intera comunità.
A rompere il ghiaccio e farsi portavoce di questo profondo sentimento cittadino è la nostra Ketty Chirico, che con parole cariche di amarezza, ma altrettanto piene di grinta, analizza l’attuale crisi della società.
“Parlare della Juve Stabia, mai come in questo delicato momento, mi fa tanto male,” esordisce Ketty. “Vedere una squadra di provincia, la nostra squadra, militare con orgoglio per tre anni in Serie B e poi saperla improvvisamente sull’orlo del fallimento, è qualcosa che non fa assolutamente piacere.”
Le cause di una crisi inaspettata
Le parole di Ketty non si limitano all’amarezza, ma scavano nelle responsabilità di un tracollo che sembra avere radici profonde. Il suo è l’interrogativo di un’intera tifoseria:
“Mi chiedo come si sia potuto arrivare a tanto. Sicuramente ci sono state cattive amministrazioni, gestioni portate avanti da persone che non hanno avuto a cuore il bene reale della squadra.”
Ma il pensiero delle donne stabiesi va anche oltre la semplice mala gestione. C’è la forte sensazione che il successo della squadra abbia dato fastidio a molti: “Certamente c’è invidia, perché Castellammare non è un capoluogo di provincia eppure è riuscita a militare in B. Poi, inevitabilmente, ci saranno altri interessi che noi cittadini non conosciamo, dinamiche che fanno gola a qualcuno e che stanno mettendo a repentaglio la nostra storia.”
Un appello a tutta Castellammare: Riprendiamoci la nostra Juve Stabia
Il messaggio di Ketty Chirico si trasforma rapidamente in un accorato appello alla mobilitazione generale. La squadra di calcio non è solo uno svago domenicale, ma un vero e proprio patrimonio della città.
“Bisogna assolutamente fare qualcosa per riappropriarci della nostra Juve Stabia, una realtà che porta onore e lustro alla nostra bellissima città. Tutti i cittadini stabiesi, tifosi accaniti e non, devono farsi sentire. Dobbiamo volere a tutti i costi che questa maglia continui a rappresentarci per molti anni ancora.”
Tutti in corteo sabato 9 maggio
L’occasione per dimostrare questo attaccamento viscerale è alle porte e le donne di Stabia sono pronte a scendere in prima linea accanto agli ultras e a tutta la cittadinanza.
“Ho letto che per sabato 9 maggio è previsto un corteo che partirà dal Miramare per arrivare fino al Comune, per sostenere la squadra e i giocatori in questo momento così buio,” conclude Ketty. “Speriamo davvero che la partecipazione sia massiccia e notevole.”
La voce delle donne di Stabia si è alzata, forte e chiara. Ora tocca a tutta Castellammare rispondere presente, per difendere i propri colori e la propria dignità sportiva. La Juve Stabia non si tocca.
