Juve Stabia, il solito copione: dominio e paura di chiudere i conti #ForzaVespe #SerieBKT
Un film già visto, una sceneggiatura che il pubblico del “Menti” inizia purtroppo a conoscere a memoria. La Juve Stabia assapora il gusto dei tre punti per gran parte della gara contro la Carrarese, valida per la 30ª giornata di Serie BKT 2025-2026, ma si fa riprendere sull’1-1 proprio sul traguardo. Un’ingenuità nel finale, culminata con il calcio di rigore concesso agli ospiti, costa carissimo alle Vespe, condannate per l’ennesima volta dalla propria incapacità di sferrare il colpo del ko.
Al termine del match, mister Ignazio Abate ha analizzato la gara con la consueta schiettezza, alternando l’inevitabile rammarico per i punti persi a una difesa convinta dell’impegno e della classifica dei suoi ragazzi.
Le due facce delle Vespe: dominio e paura di vincere
Il tecnico gialloblù non si nasconde e ammette la doppia anima mostrata dalla sua squadra, capace di dominare la prima frazione per poi rintanarsi nella ripresa. “Abbiamo fatto un grande primo tempo oggi, dove non abbiamo avuto la forza di chiudere la partita. Con un volume di gioco così, con 37 palle in area contro 4 nel primo tempo, devi chiuderla,” ha tuonato Abate.
Il dito è puntato sull’atteggiamento mentale del secondo tempo, un difetto ricorrente in questa fase della stagione: “Ci portiamo dietro una delle nostre lacune, dove la squadra dà la sensazione di voler solo portare a casa il risultato. È successo con il Bari, con l’Entella, con il Mantova: ci manca quel pizzico di veleno nel voler chiudere la partita. Nel secondo tempo abbiamo gestito troppo poco la palla, e a 8-9 giornate dalla fine non te lo puoi permettere.”
Arbitraggio e gestione tattica
Alla domanda sulla direzione arbitrale, apparsa a tratti discutibile per la disparità di falli fischiati, Abate preferisce non alzare i toni, limitandosi a una constatazione: “La partita l’avete vista, ognuno ha la propria idea. È un dato di fatto che il gioco era sempre spezzettato, non siamo tanto fortunati in questo periodo.”
Sul piano tattico, l’arretramento del baricentro è stato evidente, ma per l’allenatore il problema vero è stato il possesso: “C’è stata troppa differenza tra primo e secondo tempo nella gestione della palla. Se la palla la mandi più velocemente avanti, ti torna più velocemente indietro. Dobbiamo avere la forza da dietro di aprirci, di accettare anche qualche rischio nel voler giocare: questa è la nostra identità.”
Emergenza a centrocampo e il fattore Ramadan
La Juve Stabia sta attraversando un momento di oggettiva difficoltà legata alle rotazioni, specialmente in mediana. Abate ha fatto il punto sulle risorse a disposizione, mandando anche un messaggio chiaro a chi, come Ciammaglichella, cerca più spazio: “Tutti possono dare il loro contributo, ma c’è da alzare il livello in settimana se si vuole mettere piede in campo.”
Spazio anche per gli elogi e per una precisazione importante sulla condizione fisica di alcuni perni della squadra: “Sono 15 giorni che vedo molto meglio Torrasi, sta crescendo dal punto di vista fisico. Anche Ricciardi oggi ha fatto un buonissimo primo tempo, non è facile per ragazzi nuovi che arrivano a gennaio entrare subito nei ritmi della Serie B. Ci manca un po’ di brillantezza in Omar e Diakitè, stanno facendo il Ramadan, quindi non sono al 100%. C’è da tenere botta.”
Testa alle prossime sfide
Nonostante il pareggio amaro e il digiuno di vittorie, Abate predica calma e positività. La reazione rispetto alla brutta prestazione di Mantova c’è stata e la classifica, pur cortissima, vede le Vespe ancora in piena corsa per i propri obiettivi.
“I calciatori sono i primi a soffrire quando non arriva la vittoria. Ma se analizziamo la classifica, nel giro di 7-8 punti c’è mucchio di squadre. La classifica ci sorride, stiamo là dentro tra mille difficoltà e andiamo avanti con positività,” ha concluso il mister. L’obiettivo ora è chiaro: stringere i denti nelle prossime due partite prima della sosta per recuperare energie fisiche e mentali vitali per il rush finale.
