Juventus Stabia punita per le proteste contro l’extra recupero deciso da Perri nella partita contro il Venezia.

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Juve Stabia affonda tra errori e sanzioni, ma la beffa è servita! 🤦‍♂️⚽️ #SerieBKT #Calcio #GialloblùInGioco

Il Giudice Sportivo, avv. Emilio Battaglia, con la sua squadra di collaboratori, ha emesso le sentenze disciplinari della 33ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, confermando che i nervi tesi e i toni accesi possono costare caro. Per la Juve Stabia, il finale di primo tempo contro il Venezia si è trasformato in un incubo, lasciando un inciso di frustrazione.

I Provvedimenti Ufficiali

Nel referto del Direttore di Gara, Mario Perri, spiccano le sanzioni inflitte ai tesserati gialloblù:

  • Marco Bellich: Ammonizione e ammenda di € 1.000,00 (terza sanzione) per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara. La sanzione è stata aggravata in quanto il giocatore indossava la fascia di capitano della squadra.
  • Vincenzo Esposito (Dirigente): Squalifica per due giornate effettive di gara per aver rivolto agli Ufficiali di gara un’espressione irriguardosa nel tunnel che conduce agli spogliatoi, al termine del primo tempo.

La genesi delle proteste: un recupero “assurdo”

I provvedimenti disciplinari sono soltanto il risultato di una situazione ben più arcana sul campo. Le vibranti rimostranze di capitan Bellich e del dirigente Esposito nascono da una decisione arbitrale etichettata come “assurda” tra le fila stabiesi.

Riviviamo i momenti cruciali:

  1. Minuto 44:57: La Juve Stabia segna il gol del pareggio con Carissoni.
  2. Minuto 46:04: L’arbitro Perri, che aveva concesso un minuto di recupero, fa ripartire il gioco.
  3. Minuto 47:04: Con il tempo di recupero esaurito, il portiere lagunare Stankovic intercetta un pallone che porta al gol del sorpasso di Andrea Adorante.

Il dramma si consuma: proprio quando il primo tempo sembrava chiuso, il direttore di gara aveva rassicurato capitan Bellich che il gioco non sarebbe continuato dopo il corner. Inutile dire che questa rassicurazione ha generato confusione.

Tra ingiustizia e autocritica

E così, l’azione è proseguita, innescando quella fatale ripartenza che ha annichilito i gialloblù. È importante riconoscere, però, l’onestà intellettuale di Carissoni e dell’ambiente stabiese nell’affrontare anche le proprie responsabilità: un contropiede subito su un proprio angolo è un’autentica catastrofe tattica.

Eppure, non ci si possono nascondere le responsabilità: “bisogna fermarsi solo quando l’arbitro fischia”. L’ingenuità difensiva è stata evidente, ma non può giustificare il cortocircuito comunicativo dell’arbitro e il prolungamento inspiegabile del tempo di gioco, che hanno influenzato un momento cruciale del match.

Oggi, dopo la sanzione del Giudice Sportivo, il proverbio si materializza per la Juve Stabia: i danni si accumulano, e anche la beffa è piovuta giù.