Juve Stabia e Lega di Serie B, incontro decisivo tra amministratori giudiziari e Bedin per sostenere le Vespe

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L’incontro segreto: la Juve Stabia tra ombre e speranze #Calcio #JuveStabia #SerieB

Un vertice a porte rigorosamente chiuse, lontano da occhi indiscreti e, soprattutto, da quelli che in queste ore concitate sono stati definiti i “soliti sciacalli dell’informazione”. Questa mattina, una saletta privata dell’Hotel Stabia ha ospitato un incontro cruciale per il futuro della Juve Stabia: un faccia a faccia di circa un’ora tra gli amministratori giudiziari del club e il presidente della Lega Serie B, Paolo Bedin.

La società gialloblù ha scelto la via del silenzio e della massima blindatura per proteggersi da speculazioni e notizie prive di fondamento, generate più dalla fame di scoop che dalla reale conoscenza dei fatti.

I Dubbi sulla Cessione a Un Euro

A volere fortemente questo incontro è stata proprio la Lega di Serie B. I vertici del calcio cadetto intendono vederci chiaro su una vicenda societaria dai contorni anomali: il passaggio delle quote del club all’imprenditore Francesco Agnello per la cifra simbolica di un euro (o un dollaro), avvenuto tramite la neonata Stabia Capital s.r.l., società creata appena una decina di giorni fa e di cui Agnello è unico socio e proprietario.

Un’operazione che ha sollevato enormi perplessità, soprattutto alla luce dello stato di salute della Juve Stabia. Il club, regolarmente iscritto al campionato di Serie BKT, vanta infatti un ottimo bilancio con pochissime passività e un parco giocatori di assoluto valore e di proprietà (i prestiti sono ridotti al minimo). Risulta oggettivamente difficile, agli occhi degli addetti ai lavori e dei tifosi, comprendere come una società così sana possa essere stata ceduta a cifre irrisorie.

Lo Stato e la Lega a Difesa della Piazza

L’appuntamento odierno lancia però un segnale forte e inequivocabile: le istituzioni sportive e lo Stato sono schierati al fianco di Castellammare di Stabia per evitare che il calcio sparisca alle falde del Faito. Gli unici a interloquire con il presidente della Lega sono stati gli amministratori giudiziari. La scelta non è casuale: il comunicato della Lega parlava chiaro, manifestando l’intenzione di confrontarsi esclusivamente con gli uomini nominati dallo Stato per guidare la società e metterla al riparo dalle pressioni camorristiche del territorio.

Il ruolo di Filippo Polcino: L’ex Presidente del C.D.A., che ha recentemente rimesso il suo mandato nelle mani di Agnello, si è limitato a un rapido saluto finale. Con le dimissioni, Polcino è stato privato della facoltà di rappresentanza del club, pur restando incaricato della gestione di alcuni aspetti amministrativi ordinari fino alla nomina di un nuovo presidente da parte della nuova (e discussa) proprietà.

La Posizione degli Amministratori Giudiziari

Durante il vertice, gli amministratori hanno fatto il punto della situazione, non nascondendo le proprie forti perplessità sulla trattativa intavolata da Francesco Agnello. La loro posizione è netta: continueranno a gestire la Juve Stabia fino alla naturale scadenza del loro incarico, fissata per il 21 ottobre 2026; manterranno saldamente in mano tutte le interlocuzioni e le trattative verso terzi.

Le Prossime Scadenze: L’Ultimatum ad Agnello

Ora la palla passa alle valutazioni congiunte della Lega B e degli amministratori giudiziari. Il passaggio fondamentale, tuttavia, sarà l’incontro con Francesco Agnello, atteso a un banco di prova ineludibile. Entro venerdì prossimo, il nuovo proprietario dovrà presentare garanzie fideiussorie concrete per coprire le imminenti spese vive del club. Tra queste, il pagamento degli stipendi di marzo e aprile (scadenza fissata al 16 giugno) e le spese per la regolare iscrizione al prossimo campionato di Serie B.

La Juve Stabia resta una società appetibile e in piena salute; non riusciamo a valutare a priori le reali capacità e intenzioni di Francesco Agnello, ma sappiamo che la società è in grado di attrarre altri imprenditori dotati comunque di progetti seri e a lungo termine. Il messaggio recapitato a Francesco Agnello è forte e chiaro: aver tentato di acquisire sottotraccia una società attualmente amministrata da professionisti nominati dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli (diretta dalla Dott.ssa Teresa Areniello) ha acceso i riflettori di tutta Italia. Ha smosso i vertici del calcio e l’occhio vigile dello Stato. Il calcio a Castellammare non può, e non deve, sparire.