Juventus Stabia, polemiche dopo il rosso ad Andreoni: il Monza pareggia con una punizione controversa. Che coincidenza!

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Il mistero dei playoff: la Juve Stabia e il “fascino” delle sfortune arbitrali #JuveStabia #PlayoffDrama #SerieBKT

Le parole del direttore sportivo della Juve Stabia, Matteo Lovisa, non sono state pronunciate per caso. Al termine del 2-2 contro il Monza nell’andata della semifinale playoff di Serie BKT 2025-2026, ha scelto parole nette: “Spero che Ayroldi sia incappato solo in una brutta serata in cui ha commesso degli errori.”

Questa affermazione solleva interrogativi più profondi. Il pareggio di sabato può essere interpretato in vari modi. C’è la narrazione di Ignazio Abate, concentrato sulla prestazione della squadra piuttosto che sulle decisioni arbitrali. E dall’altro lato, la posizione di Lovisa sembra mettere in luce una questione che attanaglia l’ambiente gialloblù: è possibile che nei momenti decisivi, la Juve Stabia debba affrontare sempre episodi sfavorevoli?

Domande pesanti, che rimandano alla scorsa stagione e alla semifinale playoff contro la Cremonese. In quell’occasione, l’arbitro lasciava correre episodi controversi, come un colpo diretto al volto inflitto a Peda che, secondo il regolamento, avrebbe meritato quantomeno un giallo. Eppure, il cartellino non arrivava. Niente ammonizioni per De Luca, che avrebbe potuto essere espulso già nel primo tempo.

Il ritorno in campo non cancella le polemiche, anzi, le alimenta. Dopo pochi minuti, un colpo a Andreoni non suscita sanzioni, mentre l’arbitro decide di espellere un giocatore stabiese solo dopo un’azione di dubbia interpretazione. La prima ammonizione ai lombardi arriva tardivamente, quando il punteggio è già 2-0, e si può quindi immaginare il clima infuocato attorno al confronto.

E si arriva così a sabato scorso, con il Monza. Fino al 70’, la Juve Stabia sembrava sulla buona strada per un successo epico, ma l’epilogo è l’ennesimo finale agrodolce. Anche qui, episodi che scatenano malcontento: l’ammonizione a Mosti sembra eccessiva e, dopo il 2-0, il metro arbitrale cambia drasticamente.

In dieci minuti, tre situazioni scatenano la rabbia stabiese. Un contropiede fermato per un presunto fallo, un’azione in cui Candellone viene trattenuto senza punizione, e il fallo di Diakitè che porta al gol del definitivo 2-2.

Ecco dunque che il dubbio di Lovisa riemerge: la Juve Stabia non riesce a oltrepassare un limite? La semifinale playoff è il massimo che può raggiungere? Questa serie di sfortunate coincidenze è la prova di un destino scritto?

Domande senza risposte ufficiali, ma a Castellammare pesano come macigni.