Juve Stabia sotto attacco: Melchiorre e Amato si confrontano sulle pressioni mediatiche e politiche contro le Vespe.

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Juve Stabia: Tra Politica e Sport, il Futuro è Appeso a un Filo! #JuveStabia #Calcio #PoliticaSportiva

Mentre la Juve Stabia si avvicina a una delle scadenze più importanti della propria storia recente, attorno al club gialloblù si sta consumando una battaglia che va ben oltre il rettangolo di gioco. Le prossime ore saranno decisive per definire l’assetto societario che dovrà garantire l’iscrizione al campionato di Serie B 2026-2027, ma il confronto si è ormai spostato anche sul piano politico e mediatico, con un acceso botta e risposta che ha coinvolto esponenti istituzionali di livello nazionale.

Il nodo del 10 giugno

Il termine fissato dagli amministratori giudiziari rappresenta uno spartiacque per il futuro delle Vespe. Entro quella data si capirà se l’attuale proprietario Francesco Agnello procederà alla ricapitalizzazione richiesta oppure se il percorso porterà all’ingresso di nuovi soggetti interessati a sostenere economicamente la società (**Guerri** o la **Swiss Gulf Holding**).

Le manifestazioni di interesse presentate nelle scorse settimane lasciano aperti diversi scenari, mentre l’obiettivo comune resta uno soltanto: garantire la continuità sportiva del club e la regolare partecipazione al prossimo campionato cadetto.

In questo clima di forte tensione, una parte dell’ambiente stabiese guarda con preoccupazione a quella che viene percepita come una crescente pressione esterna sul club, alimentata da dichiarazioni, ricostruzioni e polemiche che rischiano di influire sul delicato percorso di risanamento e rilancio societario.

Dall’amministrazione giudiziaria al dibattito nazionale

La vicenda affonda le proprie radici nel provvedimento adottato dal Tribunale di Napoli circa otto mesi fa, quando fu disposta l’amministrazione giudiziaria della società su richiesta della Procura Antimafia.

Da allora il club è stato gestito sotto il controllo degli organi dello Stato, con un lavoro che, secondo quanto evidenziato dagli stessi amministratori e dalle istituzioni coinvolte, avrebbe consentito di allontanare dall’indotto tutte le realtà finite sotto osservazione per presunti collegamenti con ambienti criminali.

Una fase complessa che sembrava avviata verso una soluzione ordinata, ma che nelle ultime settimane è tornata al centro dell’attenzione politica.

L’iniziativa del senatore Melchiorre

A riaccendere il dibattito è stata la richiesta avanzata dal senatore **Filippo Melchiorre**, componente della Commissione parlamentare Antimafia e del Comitato dedicato alle infiltrazioni criminali nello sport.

Il parlamentare ha chiesto una convocazione urgente dei vertici della Juve Stabia per approfondire la situazione societaria e acquisire ulteriori elementi informativi. “Ho ritenuto opportuno trasmettere una nota al Comitato per valutare la convocazione urgente dei dirigenti del club stabiese, al fine di acquisire ogni utile elemento di conoscenza sull’attuale situazione”, ha dichiarato Melchiorre.

Secondo il senatore, l’obiettivo sarebbe quello di fare piena chiarezza su questioni delicate che riguardano il mondo del calcio, dalle infiltrazioni criminali al controllo delle tifoserie, passando per bagarinaggio e scommesse illegali. “È necessario fare piena luce nell’interesse della legalità, della tutela dello sport e dei tifosi”, ha aggiunto.

Parole che, tuttavia, hanno provocato immediate reazioni a Castellammare di Stabia.

I sospetti dell’ambiente stabiese

Nella città delle Vespe l’iniziativa parlamentare è stata accolta da molti con diffidenza. Il motivo è legato soprattutto al momento in cui la richiesta è arrivata. Per una parte della tifoseria e del mondo politico stabiese, infatti, l’intervento rischierebbe di generare ulteriore incertezza proprio mentre la società sta lavorando per definire il proprio futuro e completare l’iter necessario all’iscrizione.

A rendere ancora più delicato il contesto è la situazione del Bari, retrocesso sul campo al termine della stagione e potenzialmente interessato a un eventuale ripescaggio qualora si liberasse un posto in Serie B. Proprio questo elemento ha alimentato sospetti e polemiche, sebbene non esistano prove che colleghino direttamente l’iniziativa parlamentare a interessi sportivi legati al club pugliese.

Resta però il fatto che il dibattito si è rapidamente trasformato in uno scontro tra due piazze calcistiche e due visioni opposte della vicenda.

La replica di Gaetano Amato

A rispondere alle dichiarazioni del senatore è stato il deputato stabiese **Gaetano Amato**. L’esponente del Movimento Cinque Stelle ha difeso il lavoro svolto in questi mesi dagli amministratori giudiziari e ha contestato l’impostazione dell’iniziativa promossa da Melchiorre. **“Il senatore Melchiorre evidentemente era distratto negli ultimi mesi”**, ha dichiarato Amato. **“Invece di ringraziare gli amministratori giudiziari che hanno salvaguardato il club, prova a sollevare dubbi, forse per qualche interesse particolare”**.

Il deputato ha poi ribadito la propria fiducia nella possibilità che la Juve Stabia riesca a superare senza problemi le imminenti scadenze. “Questo interesse svanirà il giorno 9. O l’attuale proprietario verserà l’aumento di capitale deliberato dagli amministratori giudiziari, oppure ci sono già due manifestazioni d’interesse di società pronte a farlo. La Juve Stabia si iscriverà regolarmente al campionato. Mi chiedo dove sia stato Melchiorre fino a oggi: non si preoccupi, la Juve Stabia è in buone mani.”

Il nuovo affondo e la controreplica

Sembrava la conclusione della polemica, ma il confronto è proseguito anche nei giorni successivi. Intervenendo ai microfoni di una radio pugliese, Melchiorre ha risposto alle accuse ricevute, sostenendo che Amato sarebbe **“in cerca di visibilità.”** Parole che hanno provocato una nuova replica del deputato stabiese. **“Non voglio alimentare una polemica che si basa sul nulla, ovvero sulla scarsa informazione del senatore di Fratelli d’Italia, che genera solo disinformazione”**, ha affermato Amato.

Entrando nel merito della vicenda, il deputato ha ricordato che la società è attualmente sottoposta ad amministrazione giudiziaria. “Ha chiesto che vengano convocati i dirigenti della Juve Stabia. Dovrebbe sapere che, essendo le quote sequestrate, a venire in Commissione sarebbero i funzionari del Tribunale di Napoli. La verità è che il grosso lavoro svolto dagli amministratori giudiziari in questi mesi, con il supporto delle forze dell’ordine e della Procura Antimafia, ha permesso di estromettere dal circuito dei servizi tutte le ditte accusate di infiltrazioni della criminalità organizzata.”

La questione del deferimento

Nel corso del confronto è emerso anche il tema del recente deferimento relativo al mancato pagamento di alcune somme legate alla mutualità alla Lega Pro per la stagione 2023/2024, anno della promozione in B. Anche su questo punto Amato ha cercato di ridimensionare gli allarmismi riportando inoltre il tutto alle date reali della vicenda. Nell’intervista si parla di anno 2003/2004 e non 2023/2024, con l’intervistatore che si indigna per questo ritardo da parte del mondo del calcio.

“Ho sentito parlare di un debito risalente ad anni fa, altra fuffa. La scadenza era fissata a due mesi fa, ma proprio la situazione societaria che si è creata non ha permesso di soddisfarla. Una vicenda che era già nota agli amministratori giudiziari e che non a caso è stata prevista nell’aumento di capitale necessario per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B.” Secondo il deputato, le conseguenze sportive della vicenda sarebbero limitate. “Con il pagamento del 16 aprile, la Juve Stabia non può rischiare altro che una multa, al massimo.”

Oltre la polemica

Al di là dello scontro politico, Amato ha ribadito di essere favorevole a qualsiasi attività di controllo e prevenzione contro le infiltrazioni criminali nel calcio. **“L’inchiesta Doppia Curva che ha interessato Inter e Milan deve spingerci a tenere sempre alta l’attenzione e a mio avviso va approfondita ancora meglio rispetto a quanto fatto finora.”** Un principio che nessuno contesta, ma che a Castellammare molti ritengono debba essere accompagnato dal riconoscimento del lavoro svolto dalle istituzioni che da mesi stanno gestendo la delicata situazione del club.

La partita più importante

Mentre politica e media continuano a confrontarsi, la vera partita si gioca lontano dalle telecamere. Entro pochi giorni dovranno arrivare le risorse necessarie per completare il percorso di ricapitalizzazione e garantire l’iscrizione della Juve Stabia al prossimo campionato.

È su questo fronte che si concentrano le attenzioni di tifosi, istituzioni e operatori economici del territorio. Le polemiche, le accuse reciproche e le contrapposizioni tra piazze rischiano infatti di passare in secondo piano rispetto all’obiettivo principale: assicurare continuità a una società che negli ultimi due anni ha conquistato sul campo risultati straordinari e che ora vuole continuare a difendere il proprio posto in Serie B attraverso i fatti, i numeri e il rispetto delle regole sportive.