La Juve Stabia ha bisogno di un attaccante che faccia la differenza! ⚽️ #ForzaVespe #Calciomercato2026
La stagione 2025/2026 della Juve Stabia è ormai finita nella cesta dei ricordi. Un’annata che resterà impressa nella memoria dei tifosi gialloblù per le emozioni regalate, per il calcio propositivo espresso dalla squadra di Ignazio Abate e per una salvezza conquistata attraverso un’identità precisa e un gruppo capace di superare tante difficoltà.
Eppure, se c’è un aspetto che la nuova dirigenza dovrà necessariamente correggere in vista del prossimo campionato, è quello legato al rendimento offensivo. Perché la Juve Stabia ha dimostrato di poter competere con tante realtà della categoria, ma troppo spesso è mancato quel peso specifico in attacco capace di trasformare buone prestazioni in vittorie.
Il simbolo della stagione offensiva delle Vespe resta senza dubbio il capitano Leonardo Candellone. Ancora una volta l’attaccante piemontese si è messo al servizio della squadra, sacrificandosi, correndo per novanta minuti e caricandosi sulle spalle gran parte delle responsabilità del reparto avanzato. Un lavoro spesso oscuro ma fondamentale per gli equilibri tattici di Abate.
La sua stagione, però, è stata bruscamente interrotta da un grave infortunio che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca con largo anticipo. Una perdita pesantissima per la Juve Stabia, che ha dovuto fare a meno del proprio leader tecnico e carismatico nel momento più delicato del campionato.
Ma sarebbe troppo semplice attribuire esclusivamente a quell’assenza le difficoltà offensive della squadra. Il vero problema è stato il contributo complessivo del reparto avanzato, incapace di garantire continuità sotto porta e di alleggerire il peso che gravava sulle spalle del capitano.
Tra le note positive c’è sicuramente Kevin Okoro, arrivato nel mercato di gennaio. Il giovane attaccante ha portato freschezza, dinamismo e imprevedibilità. Le sue prestazioni hanno spesso acceso l’entusiasmo dei tifosi e il suo atteggiamento in campo non è mai stato messo in discussione. Ha lottato su ogni pallone, si è sacrificato per la squadra e ha mostrato lampi di talento importanti.
Alla resa dei conti, però, il bottino realizzativo si è fermato a due reti. Un numero troppo basso per chi è chiamato a dare una mano concreta nella fase offensiva. Certo, il ragazzo ha margini di crescita enormi e il futuro sembra essere dalla sua parte, ma in Serie B servono anche i numeri e quelli, almeno per il momento, non sono ancora arrivati.
Discorso molto simile per Burnete. Anche il giovane attaccante rumeno ha chiuso la stagione con due gol all’attivo. Reti bellissime, di pregevole fattura, che hanno evidenziato qualità tecniche indiscutibili. In più occasioni ha lasciato intravedere un potenziale importante, mostrando movimenti, tecnica e personalità da calciatore di prospettiva.
La sensazione, però, è che avrebbe potuto incidere maggiormente. Le sue caratteristiche fanno immaginare un giocatore capace di raggiungere numeri più importanti e proprio per questo sarebbe potuto essere un patrimonio sul quale costruire il futuro se non fosse arrivato, al pari di Okoro, con la formula del prestito secco.
Diverso, invece, il giudizio su Alessandro Gabrielloni. L’attaccante arrivava a Castellammare con il compito di raccogliere una delle eredità più pesanti degli ultimi anni, quella lasciata da Andrea Adorante. Esperienza, leadership e conoscenza della categoria avrebbero dovuto rappresentare il valore aggiunto di un reparto giovane e ancora in crescita.
Le cose, però, non sono andate come tutti speravano. Gabrielloni ha vissuto una stagione complicata, caratterizzata da numerosi problemi fisici che ne hanno limitato il rendimento e la continuità. L’impegno non è mai mancato, così come la professionalità, ma i gol attesi non sono arrivati.
Le aspettative erano elevate e il campo non ha fornito le risposte sperate. Alcuni episodi hanno ulteriormente complicato il rapporto con una parte della tifoseria, in particolare dopo la gara contro il Modena di Andrea Sottil, una delle giornate più difficili della sua esperienza in maglia gialloblù. Da quel momento il giudizio nei suoi confronti è diventato sempre più severo.
Adesso, però, è inutile guardarsi indietro. La stagione è terminata e la nuova Juve Stabia targata Alfredo Guerri è chiamata a programmare il futuro. Tra le priorità assolute c’è la ricerca di un attaccante capace di garantire gol, continuità e peso offensivo.
Le squadre che conquistano la salvezza in Serie B hanno quasi sempre una certezza là davanti, un giocatore in grado di arrivare in doppia cifra e di risolvere le partite nei momenti più complicati. È esattamente ciò che è mancato alle Vespe nell’ultimo campionato. Per fortuna e anche per merito, i contributi di Mosti e Carissoni in termini di gol sono stati importanti, ma non si può sempre sperare che qualcuno degli altri reparti rispetto a quello offensivo riesca sempre a dare una mano importante in termini realizzativi.
Il bel calcio, l’organizzazione tattica e lo spirito di sacrificio rappresentano basi solide da cui ripartire. Ma per continuare a scrivere la storia e conquistare una nuova permanenza in cadetteria servirà qualcosa in più. Molto di più.
Le bocche di fuoco gialloblù, troppo spesso, hanno sparato a salve. Hanno mostrato buone intenzioni, generosità e qualità, ma raramente sono riuscite a trasformare il lavoro della squadra in gol pesanti. E in un campionato duro ed equilibrato come la Serie B, i gol fanno tutta la differenza del mondo.
La missione del mercato estivo è quindi già scritta: trovare l’uomo della doppia cifra, l’attaccante capace di accendere il Romeo Menti e trascinare la Juve Stabia verso una salvezza che, anche nella prossima stagione, sarà il primo grande obiettivo da raggiungere. Perché per restare tra i cadetti non basterà giocare bene. Servirà soprattutto segnare di più.
