“La Juve Stabia e la Carrarese: chi piange e chi ride? La salvezza è un miraggio!” #SerieB #CalcioItaliano #JuveStabia #Carrarese
“Se Atene piange, Sparta non ride”: È questa la fotografia più nitida per presentare la sfida tra Juve Stabia e Carrarese, due squadre che arrivano a quest’appuntamento ammaccate, stanche, ma con un obiettivo comune che brilla all’orizzonte: la salvezza.
Se per i toscani di Calabro la missione è una rincorsa affannosa e assetata di punti, per le Vespe di Ignazio Abate la situazione è diversa. La Juve Stabia ha una finestra spalancata sul traguardo; un colpo da tre punti sabato non chiuderebbe matematicamente i conti, ma lascerebbe da pagare solo i “classici spiccioli”. Eppure, tra il dire e il fare, c’è di mezzo un momento di forma che definire delicato è un eufemismo.
Il fantasma di Mantova e l’eco di Eduardo
Il recente passato brucia ancora. Se contro la Sampdoria l’urlo della curva è rimasto spezzato in gola per un soffio, a Mantova si è consumato il classico “pomeriggio nero”. È stata una di quelle gare dove, a un certo punto, non ha funzionato più nulla e l’unica speranza era che l’arbitro fischiasse la fine il prima possibile.
È stato il momento del celebre “Adda passà ‘a nuttata” (deve trascorrere la notte) di Eduardo De Filippo: un misto di rassegnazione e speranza, nell’attesa che il buio lasci spazio all’alba. Ma la notte, in Serie B, non passa da sola se non la spingi via con il carattere. Matteo Lovisa ha acceso la spia dell’attenzione: la società osserva, il campanello d’allarme suona e la squadra è chiamata a una risposta immediata, preferibilmente pesante in termini di punti.
L’emergenza e il fattore Menti
Sulla carta, il fattore campo e la caratura tecnica vedrebbero la Juve Stabia favorita, ma la realtà parla di una casella “indisponibili” preoccupante. Per superare l’ostacolo Carrarese servirà una nuova impresa, una di quelle nate dal cuore più che dalla lavagna tattica. I toscani arriveranno al Menti con il coltello tra i denti, pronti a capitalizzare ogni minima incertezza dei padroni di casa.
Un marzo di verdetti
Il calendario non concede tregua. La sfida di sabato è solo l’inizio di un tour de force che vedrà le Vespe impegnate a Palermo in settimana e poi di nuovo in casa contro lo Spezia. Prima della gara ci sono pone alcune domande: Siamo guariti? Possiamo chiudere questo benedetto discorso salvezza? O c’è ancora spazio per continuare a sognare i playoff?
Il mese di marzo, come spesso accade nella storia del calcio, sarà il giudice supremo. Tra pochi giorni sapremo quale ruolo dovrà recitare la Juve Stabia da qui all’inizio dell’estate.
L’esame di Abate
La sensazione è che la gestione di Ignazio Abate si trovi davanti all’esame più delicato. Non è solo una questione di classifica, ma di tenuta mentale. Dimostrare che Mantova è stata solo una parentesi sfortunata e che l’identità di questa squadra è intatta sarà fondamentale per non trasformare il sogno di una stagione in un finale di sofferenza.
