Il Presidente Polcino si dimette dalla Juve Stabia, passa il testimone alla nuova proprietà.

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“Il futuro della Juve Stabia è a rischio? Le dure parole di Polcino scuotono il calcio!” #JuveStabia #CalcioItaliano #PolcinoScosso

Il pareggio per 1-1 sul campo tra Juve Stabia e Catanzaro passa in secondo piano di fronte alle dirompenti dichiarazioni di Filippo Polcino. Il Presidente Esecutivo del C.D.A. della S.S. Juve Stabia 1907 ha approfittato della conferenza stampa post-gara per fare chiarezza su una situazione societaria caotica, annunciando di fatto un passo indietro e lanciando un duro atto d’accusa verso i nuovi acquirenti e, più in generale, verso il sistema calcio italiano.

Lo Strappo con la Nuova Proprietà

Le parole di Polcino sono pietre. Il dirigente ha annunciato la volontà di rimettere il proprio mandato, motivando la decisione con una totale mancanza di trasparenza e comunicazione da parte dei nuovi vertici societari. “Non ero stato informato dell’atto di passaggio di quote,” ha dichiarato Polcino, visibilmente amareggiato. La notizia del closing gli è stata comunicata solo a cose fatte, tramite una rapida telefonata seguita da un comunicato stampa. Un modus operandi ritenuto inaccettabile per chi ricopre la carica di Presidente del C.D.A.: “I modi e le forme sono stati sbagliati. Una nuova proprietà innanzitutto si presenta, fa capire qual è il progetto e quali sono le intenzioni. Questa proprietà ad oggi non mi rappresenta, e io non rappresento questa proprietà.”

Rispondendo alle domande dei giornalisti sui dubbi legati alla nuova cordata (facente capo al Dottor Agnello e a una società neocostituita con un capitale di soli 2.000 euro), Polcino è stato netto: “Non ho conoscenza delle sue potenzialità finanziarie né della sua idea. Ora bisogna capire cosa voglia fare la nuova proprietà, noi dialogheremo, ma al momento ne traggo le mie conclusioni.”

I Ringraziamenti: Una Città e “Due Angeli”

Nonostante le tensioni societarie, Polcino ha voluto dedicare parole di profondo affetto e gratitudine per chi ha tenuto in vita la Juve Stabia in questi mesi di “continua emergenza”: gli Amministratori Giudiziari che sono definiti “due angeli,” senza il cui intervento “forse oggi la Juve Stabia non esisterebbe più.” Il loro mandato, ha ricordato Polcino, è un provvedimento inconfutabile che durerà 12 mesi (fino a ottobre). Un ringraziamento speciale è andato allo sponsor Alfredo Guerri, a tutti gli altri sponsor (di cui non fa nome per evitare di dimenticarsi di qualcuno) e a tutta la città di Castellammare di Stabia. “In questi tre giorni ho sentito un calore e un affetto che non ho mai sentito in nessuna piazza. Continuo a sentirmi stabiese e lo farò per sempre,” ha ammesso con commozione, ringraziando anche i tifosi per lo striscione a lui dedicato qualche anno fa.

Il Caos Estero: Da Brera a Solmate

Polcino ha anche provato a fare luce sui frenetici mesi passati, segnati dal passaggio all’inizio dell’anno alla Brera Holding (società quotata al Nasdaq) e al successivo subentro di Solmate, colosso delle criptovalute.

Il dirigente ha rivelato un retroscena fondamentale: al momento della cessione da parte del Presidente Langella, i compratori avevano firmato davanti a un notaio l’impegno a coprire tutte le spese fino a fine campionato “al centesimo, non abbiamo sbagliato un euro,” rileva con fierezza. Tuttavia, i punti di riferimento sono rapidamente spariti. “Non posso determinare perché il board estero abbia deciso di non continuare. Mai nessuno mi ha detto cosa volessero fare,” ha spiegato, sottolineando come la Juve Stabia, pur avendo conti in ordine, monte ingaggi basso e giocatori patrimonializzati, sia stata gestita in modo incomprensibile dalla proprietà uscente.

L’Appello al Palazzo: “Servono Garanzie, Non Siamo Più Credibili”

L’ultimo, accorato passaggio della conferenza ha visto Polcino, membro di commissione legale in Lega, lanciare un durissimo monito alle istituzioni calcistiche. Il dirigente chiede un cambio radicale delle regole per evitare l’ingresso nel calcio italiano di proprietà che possono essere identificate come “scatole vuote.”

“Se una squadra costa 15-16 milioni, chi la compra deve dare 16 milioni di garanzie,” ha tuonato Polcino. “Altrimenti ogni giorno ci troviamo con società estromesse o fallite. Non siamo più credibili, e giochiamo sui sentimenti e sulla fede di popoli. Mi auguro che questo messaggio arrivi nelle stanze dei bottoni.”